Il silenzio dei chiostri

Un convento

Il silenzio dei chiostri è il nono romanzo della serie dedicata all’ispettrice Petra Delicado, nata dalla penna di Alicia Giménez Bartlett; è edito Sellerio ma la mia copia è della Biblioteca di Repubblica-L’Espresso.

La copertina del romanzo

Per chi avesse un vago ricordo di questo nome: sì, esiste una miniserie italiana, Petra, basata sui romanzi di Giménez Bartlett, che vede Paola Cortellesi nei panni della poliziotta. Il silenzio dei chiostri, però, non rientra nei capitoli adattati per il piccolo schermo.

Qual è la trama?

In un convento barcellonese viene trovato morto frate Cristóbal, che si stava occupando del restauro della salma incorrotta del beato Asercio, scomparsa la notte del delitto. L’unico indizio è un biglietto, scritto a caratteri gotici: “Cercatemi dove più non posso stare”. È con questi presupposti che prende piede un’indagine inizialmente molto confusa e povera di idee, che si consolideranno alla fine in una realtà triste e fin troppo concreta e umana.

Il silenzio dei chiostri mi è inaspettatamente piaciuto. Dico inaspettatamente perché inizialmente l’ho trovato un po’ noiosetto e prolisso: i dialoghi sono serrati e hanno più l’aspetto di un copione che del dialogo di un romanzo, così come la narrazione in sé affonda le radici in un movimento molto quotidiano. Se questa cosa può far storcere il naso all’inizio, però, a lungo andare coinvolge il lettore.

Solitamente chi legge gialli o noir si aspetta trame particolarmente dinamiche, se non nelle azioni nei pensieri; di questo dinamismo però non c’è molta traccia tra le pagine di questo romanzo. Questa non è però una pecca: Giménez Bartlett infatti sceglie, tramite Petra, di mostrarci completamente il lavoro del poliziotto, evidenziandone i meccanismi dal punto di vista di chi questo lavoro lo fa da moltissimo tempo e smorzando quindi l’entusiasmo e l’ammirazione che la maggior parte delle persone può provare per questa categoria lavorativa.

Petra non è una super detective: non è Hercule Poirot né Sherlock Holmes; è una donna che cerca di conciliare la propria vita privata con una vita lavorativa piena di vicoli ciechi, burocrazia e pressioni. È una donna vera e autentica con la quale potersi identificare e che è molto facile capire.

Questa facilità nell’identificazione è inoltre possibile con tutti i personaggi del romanzo: ogni singolo personaggio, ogni sua singola battuta, ogni suo singolo gesto ha una connotazione così naturale e familiare che, con l’incedere della trama, si potrebbe arrivare a vederlo come un proprio conoscente.

Il colpo di scena della trama, inoltre, non è così scontato, così come la soluzione dell’omicidio, che ti colpisce quando ti viene posta davanti.

Un romanzo vero con personaggi veri.

Autore: Francesca

Scrivo. In pratica non so fare altro: sono goffa, timida e secondo qualcuno amo dormire a testa in giù. Ma amo anche leggere e osservare. Insomma, mi piace scappare dal mondo reale per rifugiarmi in quelli immaginari.

1 commento su “Il silenzio dei chiostri”

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