Non ci sono solo scheletri negli armadi

Doveva essere una fiaba per la sua figlioccia Lucy, il primo volume delle Cronache di Narnia, ma è diventato qualcosa di più: un ciclo di romanzi per ragazzi tra i più apprezzati al mondo (inclusa la sottoscritta) e adattati per la TV, per la radio e per il cinema.

In questo articolo ti parlerò di Il leone, la strega e l’armadio (1950) e della relativa trasposizione cinematografica del 2005 della Disney.

Dalla Bibbia alla fiaba

Professore e scrittore ad Oxford, Clive Staples Lewis aveva una smodata passione per la scrittura e la mitologia. Entrambe queste sue passioni emergono prepotentemente a chiunque decida di leggere uno a caso dei volumi delle Cronache di Narnia: la cura nella descrizione e nella narrazione accompagnano il lettore (che sia bambino o adulto ha poca importanza) con dolcezza e un pizzico di temerarietà tipico in chi scrive fantasy e decide di ambientarli in mondi completamente sconosciuti seminando con accorta nonchalance pezzettini di una storia ben più antica: quella cattolica. Ma andiamo per ordine: di cosa parla Il leone, la strega e l’armadio?

La foto ritrae Clive Staples Lewis.
Clive Staples Lewis

Quattro fratelli (Peter, Susan, Edmund e Lucy) vengono mandati nelle campagne inglesi per scampare ai bombardamenti aerei che hanno caratterizzato la Seconda Guerra Mondiale. Ospiti del professore Kirke, i quattro ingannano il tempo esplorando la grossa casa; è così che Lucy (la più piccola) entra in un grosso armadio che si rivela essere la porta verso un altro mondo, Narnia. Lì conosce il fauno Tumnus e apprende della tirannia della perfida Strega Bianca, Jadis. Quando ritorna nel nostro mondo racconta tutto ai fratelli che non la credono. In seguito la bambina deciderà di tornare a Narnia e verrà seguita da Edmund, che incapperà proprio in Jadis e si offrirà di consegnarle i fratelli, spinto da false promesse. Questo perché la strega teme un’antica profezia che vede cadere il suo regno a causa dell’arrivo di quattro esseri umani (due maschi e due femmine).

Verrà il tempo in cui due figli d’Adamo e due figlie di Eva libereranno Narnia dalla tirannia.
Il dolore sparirà, quando Aslan comparirà;
al digrignare dei suoi denti fuggon tutti i malviventi;
quando romba il suo ruggito, gelo e inverno è ormai finito;
se lui scuote la sua criniera, qui torna la Primavera.

Tornati di nuovo indietro Lucy ritenta di convincere i restanti due fratelli, ma Edmund mente. È solo quando i quattro devono nascondersi dalla Signora MacReady (la governante) che finalmente entrano nell’armadio e finiscono a Narnia. Lì combatteranno proprio contro Jadis in favore di Aslan, il grande Leone, e siederanno sui quattro troni di Cair Paravel come Re e Regine del regno per poi ritornare di nuovo nel nostro mondo per sbaglio dopo ben dieci anni… Se non che al loro ritorno sono di nuovo bambini (perché il tempo a Narnia funziona diversamente).

Raccontata così, la trama sembra presentare una storia per bambini, e in effetti lo è, ma non è solo questo: si tratta infatti del primo volume di una saga che punta a formare i lettori (che siano essi piccoli o grandi), nonostante lo schema narrativo sia piuttosto semplice (sono presenti le figure delineate da Propp nella sua teoria narrativa).

Inoltre, un elemento molto importante della storia è la mescolanza di creature mitologiche provenienti dalla cultura irlandese e norrena con la religione. Questo libro in particolare presenta molti riferimenti alla religione cattolica: Aslan, per esempio, è un chiaro riferimento a Gesù, così come la profezia e il comportamento di Edmund mostrano collegamenti molto evidenti con il cristianesimo (figli di Adamo e figlie di Eva; Edmund che mangia dei dolci e metaforicamente cede al male, ovvero a Jadis).

Dalla fiaba alla guerra

Il film esce al cinema nel 2005 e vede alla regia Andrew Adamson (Shrek) che ci mostra una versione sicuramente più ricca e approfondita della vicenda. Questo appare evidente sia a livello visivo che a livello di sceneggiatura fin dalla prima scena, che ci catapulta nel contesto storico della Seconda Guerra Mondiale in Inghilterra e più avanti in vari momenti della pellicola (il fiume ghiacciato, la battaglia). Per quanto riguarda la sceneggiatura, sono sicuramente più delineati e marcati i rapporti tra i vari personaggi, in particolar modo tra i fratelli Pevensie. Nel libro, infatti, viene messo in evidenza solo il ruolo “da mamma” che Susan sembra aver assunto dopo il loro arrivo nella casa del Professore; nel film, invece, emerge da subito come ci sia una spaccatura nel quartetto: Peter e Susan, in quanto fratelli maggiori, incarnano le figure di padre e madre, cosa che Edmund non manca di rimarcare con disprezzo. Sono presenti anche due personaggi in più: Otmin e Oreius, ovvero il minotauro e il centauro.

Voi avete trovato altre differenze? Parliamone nei commenti!

Buone feste e a presto ☺

Autore: Francesca

Scrivo. In pratica non so fare altro: sono goffa, timida e secondo qualcuno amo dormire a testa in giù. Ma amo anche leggere e osservare. Insomma, mi piace scappare dal mondo reale per rifugiarmi in quelli immaginari.

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